I militanti dell’associazione stanno portando avanti una campagna di informazione finalizzata a rendere noti i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia. “Nel corso dei prossimi mesi, verranno distribuiti in tutta la città dei volantini informativi sui motivi per i quali stiamo protestando - afferma la nota del direttivo provinciale di CasaPound Avellino - Equitalia in appena 5 anni ha raddoppiato gli incassi e nel 2009 circa l’80% delle entrate è arrivato da piccolissimi contribuenti. Persone con le quali Equitalia fa cassa iscrivendo ipoteche sulle loro abitazioni anche per importi inferiori agli 8.000 euro, lasciando così migliaia di famiglie di fronte ad un bivio drammatico: finire nelle mani degli usurai oppure perdere la casa all’asta giudiziaria”.“Inoltre - prosegue la nota - Equitalia persiste a pignorare beni strumentali e crediti alle imprese. Ma come pensa di riscuotere da un’impresa se le tolgono gli strumenti di lavoro? E che fine faranno i lavoratori? A ciò aggiungiamo anche altri due aspetti, grotteschi: Equitalia applica il tasso medio applicato dalle banche sui prestiti (quindi molto più alto) incassando interessi pesantissimi e, inoltre, preferisce vessare chi magari ha poco da pagare ma ha qualche bene da pignorare piuttosto che i veri delinquenti, cioè i milionari che però hanno nascosto i propri beni. E per il futuro c’è un altro rischio: è stata concessa la possibilità ad Equitalia di effettuare indagini finanziarie, così nel tempo potrebbe vedersi riconosciuto il potere di pignorare direttamente i conti correnti senza preavvertire il contribuente”.“CasaPound Italia – conclude la nota del direttivo provinciale - non è dalla parte degli evasori fiscali, anzi, siamo sempre stati convinti che l’evasione fiscale sia una vera piaga sociale che va combattuta in modo serio e inflessibile. Ma ciò non ci impedisce di notare che nella riscossione coattiva delle imposte vi sia un comportamento iniquo di Equitalia e riteniamo che sia corretto e doveroso contemperare l’art. 53 della Costituzione con il diritto al lavoro previsto all’art. 4 e con il diritto alla proprietà dell’abitazione previsto dall’art. 47, comma 2. Ecco perché proponiamo di impedire ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori ad almeno il 30% del valore dell’immobile stesso, e comunque per un valore minimo non inferiore ai 15.000 euro, di applicare il tasso di interesse legale nella rateizzazione dei crediti, di revocare la possibilità di condurre indagini finanziarie da parte di Equitalia e di diminuire la percentuale pagata ad Equitalia sui piccoli crediti riscossi raddoppiando la percentuale sui grandi crediti per incentivare l’ente di riscossione a perseguire i grandi evasori”.
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lunedì 2 luglio 2012
domenica 1 luglio 2012
Tv: ‘Ciao Pietro’, sui muri di 50 città italiane l’omaggio di CasaPound a Taricone
Avellino, 29 giugno – Striscioni in tutta Italia per ricordare Pietro Taricone a due anni dalla morte. "A te che vivi tra le nuvole e brilli più d'ogni stella... Ciao Pietro" è la scritta comparsa su muri e cavalcavia in una cinquantina di città dal Nord al Sud del Paese: un omaggio all’attore di origini casertane scomparso il 29 giugno 2010 firmato da CasaPound Italia e dal ‘Gruppo Istinto Rapace’, la squadra di paracadutismo sportivo di Cpi che era stata tenuta a battesimo proprio da Taricone nel febbraio del 2010.
‘’Anche quest’anno – spiega CasaPound Italia in una nota – abbiamo voluto tributare il nostro omaggio a Pietro, che, da uomo libero, si è avvicinato al nostro movimento con curiosità e ha finito per diventare nostro amico in meno di 24 ore. Coraggioso, altruista, impulsivo, Pietro ci ha aiutati a mettere su Istinto Rapace, il gruppo di paracadutismo sportivo della nostra associazione, e a trovare il modo per rendere accessibile a tutti uno sport costoso, d’elite, solo per la voglia di condividere un’esperienza che gli aveva cambiato la vita, quel gusto di ‘saltare’ del quale non si stancava mai di parlare. Sono passati due anni dalla sua morte, ma per noi Pietro è ancora qui: rivediamo il suo sorriso nell’impegno dei volontari di Cpi al lavoro nelle tendopoli dell’Emilia Romagna, nell’entusiasmo contagioso con cui i ragazzi del Blocco studentesco conquistano scuole e università, nella gioiosa determinazione di chi ogni giorno fa politica nelle strade sotto la bandiera con la tartaruga frecciata’’.
‘’Anche quest’anno – spiega CasaPound Italia in una nota – abbiamo voluto tributare il nostro omaggio a Pietro, che, da uomo libero, si è avvicinato al nostro movimento con curiosità e ha finito per diventare nostro amico in meno di 24 ore. Coraggioso, altruista, impulsivo, Pietro ci ha aiutati a mettere su Istinto Rapace, il gruppo di paracadutismo sportivo della nostra associazione, e a trovare il modo per rendere accessibile a tutti uno sport costoso, d’elite, solo per la voglia di condividere un’esperienza che gli aveva cambiato la vita, quel gusto di ‘saltare’ del quale non si stancava mai di parlare. Sono passati due anni dalla sua morte, ma per noi Pietro è ancora qui: rivediamo il suo sorriso nell’impegno dei volontari di Cpi al lavoro nelle tendopoli dell’Emilia Romagna, nell’entusiasmo contagioso con cui i ragazzi del Blocco studentesco conquistano scuole e università, nella gioiosa determinazione di chi ogni giorno fa politica nelle strade sotto la bandiera con la tartaruga frecciata’’.
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giovedì 5 aprile 2012
Art. 18: il sindacato di CasaPound in campo contro la riforma

Art. 18: il sindacato di CasaPound in campo contro la riforma,striscioni in 50 città italiane ‘’Non crediamo alla cura Monti, ridurre i lavoratori alla schiavitù non aiuterà lo sviluppo’’
Irpinia, 5 aprile – Striscioni contro la ‘’cura Monti’’ e la riforma dell’articolo 18, ‘’che punta a ridurre i lavoratori in schiavitù’’ sono comparsi nella notte in una cinquantina di città italiane. A rivendicare la protesta Blu, Blocco lavoratori unitario, il sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno azioni contro i licenziamenti dell’azienda di autotrasporto trentina Arcese e della Omfesa, le Officine meccaniche ferroviarie del Salento.In Irpinia - dichiara Valerio Criscuoli, responsabile irpino di CPI - sono stati esposti ad Avellino nella Zona Industriale e a Cervinara all'esterno dell'aula consiliare dedicata ad Antonio Sacco, simbolo delle giovani morti bianche sul lavoro.
‘’Art. 18: lavoratori licenziati, mercati deliziati’’, ‘’Art. 18: lavoratori pezzenti, mercati contenti’’, ‘’Art. 18: lavoratore disperato, mercato rassicurato’’, ‘’Art. 18: lavoratore schiavo, spread in calo’’ sono i messaggi lanciati dagli striscioni, comparsi su muri, cavalcavia e davanti alle sedi di partiti, istituzioni e sindacati (?) di città e piccoli centri dal nord al sud del paese per protestare contro una riforma che, si legge sul volantino diffuso dal sindacato, ‘’vuole avvicinare le condizioni dei lavoratori italiani a quelle dei lavoratori del terzo mondo’’. Ma, secondo Blu, ‘’peggiorare la condizione dei lavoratori non porterà nuovi investimenti in Italia e certamente non impedirà alle imprese di delocalizzare alla ricerca di lavoratori low cost’’. ‘’Non saremo mai competitivi con i lavoratori del terzo mondo che lavorano per pochi euro, senza sicurezza, senza orari, senza tutele – spiega il volantino - finché non saremo schiavi anche noi’’. Per questo, si legge, ‘’non crediamo alla riforma del lavoro, non crediamo che rendere più facili i licenziamenti porterà sviluppo per il paese e di conseguenza più lavoro. Il lavoro in sé non è indice di benessere: la qualità del lavoro, la sicurezza sul lavoro, la giusta retribuzione per il proprio lavoro sono benessere’’.
Secondo il sindacato di CasaPound Italia, ‘’nessuna fabbrica verrà aperta in Italia grazie a questa riforma il cui unico obiettivo è rendere appetibili agli speculatori internazionali i Buoni del Tesoro italiani’’. ‘’E gli speculatori – sottolinea Blu - comprano Bot solo se vengono convinti che qui in Italia il mercato ha campo libero e i lavoratori la testa china e la coda tra le gambe’’. Soprattutto, evidenzia il Blocco unitario lavoratori, ‘’vendere Bot agli speculatori non vuol dire sviluppo ma solo altro debito pubblico e consegnare la Nazione agli strozzini internazionali’’.
‘’Art. 18: lavoratori licenziati, mercati deliziati’’, ‘’Art. 18: lavoratori pezzenti, mercati contenti’’, ‘’Art. 18: lavoratore disperato, mercato rassicurato’’, ‘’Art. 18: lavoratore schiavo, spread in calo’’ sono i messaggi lanciati dagli striscioni, comparsi su muri, cavalcavia e davanti alle sedi di partiti, istituzioni e sindacati (?) di città e piccoli centri dal nord al sud del paese per protestare contro una riforma che, si legge sul volantino diffuso dal sindacato, ‘’vuole avvicinare le condizioni dei lavoratori italiani a quelle dei lavoratori del terzo mondo’’. Ma, secondo Blu, ‘’peggiorare la condizione dei lavoratori non porterà nuovi investimenti in Italia e certamente non impedirà alle imprese di delocalizzare alla ricerca di lavoratori low cost’’. ‘’Non saremo mai competitivi con i lavoratori del terzo mondo che lavorano per pochi euro, senza sicurezza, senza orari, senza tutele – spiega il volantino - finché non saremo schiavi anche noi’’. Per questo, si legge, ‘’non crediamo alla riforma del lavoro, non crediamo che rendere più facili i licenziamenti porterà sviluppo per il paese e di conseguenza più lavoro. Il lavoro in sé non è indice di benessere: la qualità del lavoro, la sicurezza sul lavoro, la giusta retribuzione per il proprio lavoro sono benessere’’.
Secondo il sindacato di CasaPound Italia, ‘’nessuna fabbrica verrà aperta in Italia grazie a questa riforma il cui unico obiettivo è rendere appetibili agli speculatori internazionali i Buoni del Tesoro italiani’’. ‘’E gli speculatori – sottolinea Blu - comprano Bot solo se vengono convinti che qui in Italia il mercato ha campo libero e i lavoratori la testa china e la coda tra le gambe’’. Soprattutto, evidenzia il Blocco unitario lavoratori, ‘’vendere Bot agli speculatori non vuol dire sviluppo ma solo altro debito pubblico e consegnare la Nazione agli strozzini internazionali’’.
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mercoledì 28 marzo 2012
Disabili: via email l’appello di Impavidi Destini a 119 sindaci della provincia di Avellino,

Disabili: via email l’appello di Impavidi Destini a 119 sindaci della provincia di Avellino,
no all’Imu sulla prima casa
Irpinia, 28 marzo - No all’Imu sulla prima casa dei disabili. Questa la richiesta che arriva ai 119 sindaci della provincia di Avellino da Impavidi Destini, l’associazione di diversamente abili nata in seno a CasaPound Italia, che ha ‘inondato’ di email le caselle postali dei primi cittadini per sollecitarli ad esentare dalla tassa sugli immobili una categoria di persone, come i portatori di handicap, già sovraccaricate di spese e che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi sempre di più in termini reali le forme di assistenza.
‘’La casa di proprietà è un bene necessario e lo è ancora di più se è la prima residenza di un diversamente abile – spiega il responsabile provinciale dell’associazione Valerio Criscuoli - Per questo motivo chiediamo ai sindaci, che ne hanno facoltà, di esentare dall’Imu la prima casa se è residenza di un diversamente abile: è una questione di equità sociale prima di tutto, ma si tratta anche di non far collassare del tutto un sistema già gravoso per famiglie che andrebbero aiutate e sostenute più delle altre, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che sta vivendo il nostro paese. Ai sindaci diciamo: la Costituzione italiana impone di assicurare ai disabili una vita libera e dignitosa, e la possibilità di disporre di una casa è il primo requisito per garantire questo diritto’’.
CasaPound Italia IRPINIA
Impavidi Destini
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venerdì 10 febbraio 2012
“10 FEBBRAIO: IO NON SCORDO”.

CasaPound Italia e Radio Bandiera Nera, in collaborazione con Novopress e No Reporter, organizzano la quinta edizione della manifestazione virtuale in memoria dei Martiri delle Foibe intitolata
“10 FEBBRAIO: IO NON SCORDO”.
Prosegue la nostra opera di sensibilizzazione nei confronti di un argomento scottante: venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 11 centinaia di siti internet, blog e forum corredati dell’immagine allegata, con Tricolore listato a lutto, osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini.
Negli ultimi anni molto è cambiato perché nulla cambi. La verità storica, che ha mosso i suoi primi timidi passi, continua ad essere negata da una fazione ideologica che trova significative sponde anche in ampi segmenti istituzionali e della cosiddetta “vita culturale”, insabbiata con troppa disinvoltura mediante la censura storica o la minimizzazione dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
In un’Italia ammorbata da scandali e moralismo, in cui si impone come accettabile solo una rilettura “morbida” di una delle più grandi tragedie vissute dal nostro popolo; in una terra ai limiti del collasso, in cui nonostante i continui assalti perpetrati alla sovranità da governi tecnici e organismi sovranazionali forze fresche hanno deciso di alzare la testa, non dimenticare è un atto rivoluzionario che intende contribuire a riscattare la memoria tradita delle migliaia di Italiani infoibati dalla furia slavo-comunista.
È scandaloso che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione. È aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico e talora ostruzionismo di una classe docente ideologizzata, la portata devastante della pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, con rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.
Manifesta il tuo dissenso: appuntamento in rete venerdì 10 febbraio alle ore 11 per ricordare agli Italiani che la verità non può essere infoibata e che “in un mondo di menzogne, dire la verità è un atto rivoluzionario.”
E' richiesto il massimo grado di partecipazione, unitamente alla consapevolezza di essere parte di un organismo vivente chiamato Nazione.
“10 FEBBRAIO: IO NON SCORDO”.
Prosegue la nostra opera di sensibilizzazione nei confronti di un argomento scottante: venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 11 centinaia di siti internet, blog e forum corredati dell’immagine allegata, con Tricolore listato a lutto, osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini.
Negli ultimi anni molto è cambiato perché nulla cambi. La verità storica, che ha mosso i suoi primi timidi passi, continua ad essere negata da una fazione ideologica che trova significative sponde anche in ampi segmenti istituzionali e della cosiddetta “vita culturale”, insabbiata con troppa disinvoltura mediante la censura storica o la minimizzazione dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
In un’Italia ammorbata da scandali e moralismo, in cui si impone come accettabile solo una rilettura “morbida” di una delle più grandi tragedie vissute dal nostro popolo; in una terra ai limiti del collasso, in cui nonostante i continui assalti perpetrati alla sovranità da governi tecnici e organismi sovranazionali forze fresche hanno deciso di alzare la testa, non dimenticare è un atto rivoluzionario che intende contribuire a riscattare la memoria tradita delle migliaia di Italiani infoibati dalla furia slavo-comunista.
È scandaloso che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione. È aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico e talora ostruzionismo di una classe docente ideologizzata, la portata devastante della pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, con rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.
Manifesta il tuo dissenso: appuntamento in rete venerdì 10 febbraio alle ore 11 per ricordare agli Italiani che la verità non può essere infoibata e che “in un mondo di menzogne, dire la verità è un atto rivoluzionario.”
E' richiesto il massimo grado di partecipazione, unitamente alla consapevolezza di essere parte di un organismo vivente chiamato Nazione.
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lunedì 6 giugno 2011
Referendum: ‘mani sporche’ nelle fontane, blitz CasaPound per il sì ai due quesiti sull’acqua

Avellino, 7 giugno – Unghie nere su una mano che dovrebbe essere quella, curata, di un manager, con tanto di camicia dal polsino inamidato e giacca blu. Questa l’immagine rappresentata sui volantini lasciati galleggiare nelle fontane pubbliche di una cinquantina di città in tutta Italia, ad Avellino colpita la storica fontana di piazza libertà e piazza San Ciro per dire ‘no’ alle ‘’mani sporche’’ dei privati sull’acqua.
A lanciare il messaggio è CasaPound Italia, impegnata a favore del sì ai due referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno prossimi con una campagna che è solo l’ultimo atto di una battaglia, quella per l’acqua pubblica, che l’associazione porta avanti da anni e che l’ha vista in prima fila sul territorio, con iniziative in tutta Italia: dalle fontane sequestrate in Friuli nel 2010 per dire ‘’le acque sono sociali non capitali’’ alla giornata di mobilitazione regionale a sostegno della gestione pubblica del servizio idrico del novembre scorso a Rieti, dal simbolico tour delle sorgenti naturali in Valdelsa all’ultima iniziativa, quella di Sassari, dove solo pochi giorni fa i militanti di Cpi hanno regalato mille bottigliette d'acqua e distribuito centinaia di volantini per sensibilizzare la popolazione sul referendum.
‘’L’acqua è per definizione un bene pubblico, che, proprio perché appartiene a tutti, deve necessariamente essere sganciato dalle logiche del mercato e del profitto - sottolinea Cpi - Svenderla ai privati non solo non rappresenta una soluzione ai problemi di mala gestione, ma è eticamente sbagliato e dunque inaccettabile. Per questo l’invito di CasaPound Italia è a votare due sì convinti a entrambi i quesiti sull’acqua pubblica in occasione del referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno’’.
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venerdì 1 aprile 2011
Dal Risorgimento alla Guerra in Libia: 150 anni di Unità nazionale
Il Direttivo Provinciale Irpino di CasaPound Italia informa gli organi di stampa che sabato due aprile 2011, avrà luogo una conferenza storica e di attualità politica che si terrà all’interno del Centro Sociale “Samatha Della Porta” ad Avellino in Via Morelli e Silvati.Il titolo dell’appuntamento è “Dal Risorgimento alla Guerra in Libia: 150 anni di Unità nazionale...65 anni senza sovranità popolare” ed avrà inizio alle ore 17e 30.Parteciperanno al delicato incontro: Andrea Antonini, Vicepresidente Nazionale CasaPound Italia Valerio Criscuoli, Presidente provinciale CPI Avellino, Giovanni D’Ercole, dirigente del Popolo delle Libertà e consigliere comunale città di Avellino, Antonio Mazzella, componente ufficio politico nazionale de “La Destra” e Giovanni Damiano, docente e scrittore;“Il tema della conferenza, precisa Valerio Criscuoli, responsabile irpino di Cpi, sarà indirizzato sulla storia dell'Unità d'Italia e allargheremo il discorso parlando della Sovranità nazionale italiana, dando spazio ad un’analisi geopolitica sull'attualità della guerra in Libia e sul ruolo della nostra Penisola, soprattutto in queste ore difficili per tutto il Mediterraneo, partendo proprio dal lontano 1861”.
“Infatti, dopo i lavori, inviteremo i presenti ad un faccia a faccia sulla questione libica, soprattutto perevidenziare le varie posizioni dei partiti politici e dei movimenti presenti”. In conclusione Criscuoli ribadisce che "l’appuntamento del 2 aprile sarà l’ennesima occasione per portare avanti un discorso culturale nuovo, aperto e che cerca di affrontare aspetti scomodi, fuori dagli schemi omologati e dai classici stereotipi fuorvianti”.
domenica 20 marzo 2011
Unità d’Italia: piovono Tricolori sulle città italiane, flash mob

Avellino, 17 marzo – Piovono tricolori sulle città italiane. Dal Nord alSud oggi si sono visti volteggiare nei cieli del Belpaese migliaia divolantini verdi, bianchi e rossi lanciati dai tetti dei palazzi, dalleterrazze dei monumenti, dalle finestre delle fabbriche per festeggiarei 150 anni dell’Unità d’Italia. Una ‘pioggia’ di bandierine con suscritto ‘W l’Italia’ che hanno invaso strade, piazze e scalinategrazie a un centinaio di flash mob organizzati da CasaPound Italia lungo tutta la penisola, dal Brennero alla Sicilia.
Sul fronte del volantino solo una scritta, ‘W l’Italia’, mentre sulretro Cpi dice la sua su cosa vuol dire essere italiani: ‘’Tu non seiuna barzelletta, una ricetta, un monumento – si legge sul manifestino- Tu non sei ‘l'arte di arrangiarsi’ e il ‘chi te lo fa fare’. Tu nonsei una pizza o una gondola, come ti vorrebbero all'estero. Tu non seile divisioni artificiose, i particolarismi, i menefreghismi. Tu nonsei la tua mafia, la tua burocrazia, il tuo Vaticano. Tu non sei vile,inutile e corrotto come il tuo Parlamento. Tu non sei ruffiano,parolaio e banale come la tua tv. Tu non sei rapace e banditesco comele tue banche. Tu non sei narciso e vuoto come la tua classeintellettuale. Tu non sei arrendevole, pauroso, sottomesso come tivorrebbero. Tu sei italiano. E hai una rivoluzione da fare’’.
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venerdì 25 febbraio 2011
CASAPOUND PROTESTA CONTRO EQUITALIA. STRISCIONI IN TUTTA ITALIA DAVANTI ALLE SEDI

Mutande, calzini e altri oggetti "pignorati" lasciati contro i comportamenti scorretti dell'agenzia di riscossione.
Avellino, 25 Febbraio - Questa notte CasaPound Italia ha messo a segno una protesta contro Equitalia e i suoi metodi di riscossione. Davanti alle sedi del concessionario alla riscossione sono stati appesi striscioni riportanti la frase “(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”, oltre a numerose mutande, calzini ed altra biancheria intima anch’essa appesa intorno alle sedi con i cartelli “PIGNORATO DA EQUITALIA”. I militanti di CasaPound, inoltre, hanno distribuito un pieghevole nel quale sono stati evidenziati i motivi della protesta e le proposte di CasaPound Italia per arrestare i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia, che verra' distribuito anche sabato in molte province della Campania.“Equitalia - dichiara Emmanuela Florino, coordinatore regionale di CasaPound Italia - in appena 5 anni ha raddoppiato gli incassi e nel 2009 circa l’80% delle entrate proviene da piccolissimi contribuenti. Persone con le quali Equitalia fa cassa iscrivendo ipoteche sulle loro abitazioni anche per importi inferiori agli 8.000 euro, lasciando così migliaia di famiglie di fronte ad un bivio drammatico: finire nelle mani degli usurai oppure perdere la casa all’asta giudiziaria”.
“Inoltre - prosegue il coordinatore di CPI - Equitalia persiste nel pignorare beni strumentali e crediti alle imprese. Ma come pensa di riscuotere da un'impresa se le tolgono gli strumenti di lavoro? E che fine faranno i lavoratori?A ciò aggiungiamo anche altri due aspetti, grotteschi: Equitalia applica il tasso medio applicato dalle banche sui prestiti (quindi molto più alto) incassando interessi pesantissimi e, inoltre, preferisce vessare chi magari ha poco da pagare ma ha qualche bene da pignorare piuttosto che i veri delinquenti, cioè i veri milionari che però hanno nascosto i propri beni.E per per il futuro c’è un altro rischio: è stata concessa la possibilità ad Equitalia di effettuare indagini finanziarie, così nel tempo potrebbe vedersi riconosciuto il potere di pignorare direttamente i conti correnti senza preavvertire il contribuente”.“CasaPound Italia - conclude CasaPound Campania - non è dalla parte degli evasori fiscali, anzi, siamo sempre stati convinti che l’evasione fiscale sia una vera piaga sociale che va combattuta in modo serio e inflessibile. Ma ciò non ci impedisce di notare che nella riscossione coattiva delle imposte vi sia un comportamento iniquo di Equitalia e riteniamo che sia corretto e doveroso contemperare l’art. 53 della Costituzione con il diritto al lavoro previsto all’art. 4 e con il diritto alla proprietà dell’abitazione previsto dall’art. 47, comma 2. Ecco perché proponiamo di impedire ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori ad almeno il 30% del valore dell'immobile stesso, e comunque per un valore minimo non inferiore ai 15.000 euro, di applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti, di revocare la possibilità di condurre indagini finanziarie da parte di Equitalia e di diminuire la percentuale pagata ad Equitalia sui piccoli crediti riscossi raddoppiando la percentuale sui grandi crediti per incentivare l’ente di riscossione a perseguire i grandi evasori".
Su motivi e proposte della protesta CasaPound Italia da' appuntamento c/o i propri gazebo che verranno allestiti in quasi tutte le province della Campania a partire proprio da questo sabato, 27 febbraio, e mettera' a disposizione il proprio servizio nazionale "Dillo a CasaPound", un numero di telefono (3775176329) al quale potranno rivolgersi tutti i cittadini per avere consulenze e informazioni necessarie."
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mercoledì 23 febbraio 2011
CasaPound Avellino a difesa degli animali contro i circhi!

Nella notte gli attivisti dell’associazione culturale e di promozione sociale CasaPound Italia hanno affisso diversi striscioni recanti lo slogan “Al circo gli animali non si divertono”. Oltre lo stemma della tartaruga frecciata ha fatto per la prima volta la propria comparsa in Irpinia anche la sigla ambientalista legata a Cpi nominata La foresta che avanza.“Chi rispetta gli animali- afferma la nota del direttivo provinciale - non può accettare lo svolgimento di spettacoli che li privino della loro libertà e dignità. La nostra è una provocazione rivolta ad una società contraddittoria che pur commuovendosi alla vista dei maltrattamenti degli animali non può fare a meno di divertirsi a loro discapito.”
“CasaPound Italia - continua la nota- propone la modifica della legge 163/85 del “Fondo Unico per lo Spettacolo” che destina 1,5% del suo budget ai circhi. Riteniamo necessario che solo chi pratica l’attività’ circense senza sfruttare e rinchiudere gli animali debba percepire questi fondi. Il divertimento passa anche attraverso il rispetto e la responsabilità di ognuno di noi.”
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lunedì 7 febbraio 2011
CPI AVELLINO e BS IRPINO: ONORANO i MARTIRI DELLE FOIBE!
Il Direttivo Provinciale di CasaPound Avellino e del Blocco Studentesco Irpino rivendica l’azione commemorativa per i martiri delle Foibe portata a termine sabato 5 Febbraio all'incrocio tra Corso Europa e via Giacomo Matteotti, che anticipa quella nazionale del 10 febbraio e non solo. I militanti avellinesi hanno srotolato uno striscione con su scritto Foibe io non scordo, presidiando la centralissima zona, diffuso centinaia di volantini, lasciando una corona di fiori ai piedi del monumento ai Caduti per la Patria: “Dopo alcuni anni il 10 febbraio è stato istituito il giorno del ricordo, per commemorare le vittime delle foibe- recita il volantino firmato Cpi e Bs. Tra il 1943 e il 1945, sul confine orientale italiano le truppe slave guidate dal maresciallo Tito, con la complicità e il silenzio dei partigiani comunisti uccisero oltre 20 mila persone, tra cui donne, bambini e anziani, costringendone altre 350 mila all’esilio a guerra finita, da zone storicamente italiane come Fiume, Istria e Dalmazia”.
“Avellino e l’Irpinia non hanno dimenticato il massacro patito dai nostri Connazionali- dichiara il responsabile provinciale di CasaPound Avellino Valerio Criscuoli. Registriamo un forte interesse e la partecipazione popolare degli avellinesi. Tutto ciò è il frutto di una vistosa crescita della nostra giovane comunità che pensa a costruire e non a distruggere, punta al dialogo e allo scontro culturale, difende un’Idea e vive il presente, senza accettare provocazioni di alcun genere”.
In prima linea le studentesse e gli studenti del Blocco Studentesco. Marco Galluccio, responsabile regionale della comunità che come simbolo ha il Fulmine cerchiato, afferma che “il Blocco Studentesco Irpino anche quest'anno si sta prodigando per informare e far in mondo che la Giornata del ricordo, instituita nel 2004, non sia un ennesimo evento vuoto e privo di contenuti. I nostri militanti sabato si sono attivati per la prima manifestazione in piazza, ma continueremo con volantinaggi, affissioni e conferenze organizzate all'interno delle scuole superiori”.Inoltre, tutti i siti non conformi irpini si mobiliteranno in rete per celebrare il giorno del Ricordo, giovedì 10 febbraio dalle dieci alle undici. Centinaia di siti internet, blog, forum e migliaia di profili Facebook e Myspace, corredati dal Tricolore listato a lutto, osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto degli italiani caduti per mano dei partigiani titini. La manifestazione virtuale, arrivata alla quarta edizione, è promossa da CasaPound Italia, in collaborazione con Novopress Italia, NoReporter e Radio Bandiera Nera.
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giovedì 25 novembre 2010
CasaPound Avellino, Irpinia 1980:Distruzione , Corruzione, Disperazione

Il Direttivo Provinciale di CasaPound Avellino rivendica l’affissione, ad Avellino e in Valle Caudina, di alcuni striscioni con su scritto “Irpinia 1980: DISTRUZIONE! CORRUZIONE! DISPERAZIONE!”. L’azione dei militanti si è svolta nel Rione Ferrovia in città e a Cervinara in Piazza Trescine, esattamente alle 19.35 del 23 novembre, orario della immane sciagura che devastò l’Irpinia trenta anni fa, provocando 2.914 morti, 8.848 feriti e 300 mila sfollati.CasaPound Avellino ed il Blocco Studentesco Irpino, inoltre, daranno vita ad una nuova conferenza multimediale che come titolo avrà lo stesso testo degli striscioni ed inizierà alle 18.30 di sabato 27 Novembre, presso la Videoteca “Rose Rosse” in via Annarumma ad Avellino. Interverranno Luca Lezzi, responsabile Cultura di CasaPound Campania, Marco Galluccio, responsabile regionale del Blocco Studentesco campano e Felice Preziosi, ex volontario e autore del famoso libro
“Irpinia 23 novembre 1980 ore 19.35 per non dimenticare" .“L’idea del dibattito nasce – dichiara il presidente provinciale Valerio Criscuoli- per affrontare i tre punti cardine, a nostro avviso, del terremoto del 1980, ossia la distruzione che rase al suolo interi paesi a causa di una virulenta scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata catastrofica di circa 90 secondi che ridusse in un cumulo di macerie molte zone dell’Irpinia, del salernitano e del potentino, danneggiando e distruggendo oltre 362.000 abitazioni. Poi discuteremo della vergognosa corruzione che si sviluppò subito dopo la tragedia, che vide tantissimi sciacalli dell’epoca sfruttare per tornaconti personali l’enorme cifra economica stanziata dallo Stato italiano e da altri paesi, pari all’incredibile somma di 66 miliardi di Euro! L’Irpinagate, come venne definito all’epoca, fu una delle più clamorose truffe ai danni dello Stato e della popolazione, che vide coinvolti nell’inchiesta, detta Mani sul Terremoto sulla scia di Mani pulite, centinaia di esponenti politici, banche e organizzazioni malavitose. Infine, parleremo della disperazione in cui piombò il popolo irpino, che dopo aver subito un avvenimento sismico apocalittico ha patito la pessima gestione del territorio di una classe politica criminale che ha fatto più danni del terremoto, vista la crisi occupazionale ed economica che attanaglia oggi la nostra terra e la dilagante emigrazione che proprio da quell’evento negativo non si è mai stata arrestata. Non vogliamo nemmeno dimenticare chi vive ancora oggi o ha vissuto per lunghi decenni nei famosi container di amianto, trattati come profughi in Patria, mentre vedevano costruire piscine, ville e palazzi privati. Tra l’altro abbiamo preparato anche una raccolta fotografica per ricordare il terremoto politicamente scorretto del 23 luglio 1930, un evento sismico, caratterizzato da un’intensità Mercalli stimata tra il nono e decimo grado, che sarà l’ esempio da contrapporre a quello dell’1980 per la velocità dei soccorsi, per la parsimonia nella spesa e per la concretezza nella ricostruzione che portò alla consegna delle prime case appena tre mesi dopo”.
In conclusione Marco Galluccio, responsabile del Blocco Studentesco dichiara che: “l’appuntamento di sabato è stato organizzato proprio per affrontare il terremoto in maniera non conforme. Parleremo dei tantissimi fondi arrivati in Irpinia, degli sprechi e di cosa deve essere ancora fatto. Con in mente un modello ben chiaro di ricostruzione, quello attuato nel 1930, quando la nostra terra fu sconvolta da un altro feroce sisma, ma in meno di un anno furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. Questa è una pagina di storia- conclude Galluccio- della provincia di Avellino che non possiamo cancellare”.
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giovedì 11 novembre 2010
CasaPound Avellino: resoconto sulla conferenza dedicata al crollo delle ideologie
Il Direttivo provinciale irpino di CasaPound Italia Avellino tira le somme della prima conferenza multimediale intitolata “La fine delle ideologie a 21 anni dalla caduta del Muro di Berlino” che si è tenuta ad Avellino, presso la videoteca Rose Rosse. Hanno partecipato ai lavori Giovanni d'Ercole, consigliere comunale del Pdl, Antonio Gengaro, presidente del Consiglio comunale cittadino ed esponente del Centro Sinistra alternativo, il vulcanico Roberto Stompanato, storico dirigente del Movimento Sociale Italiano e dopo della Fiamma Tricolore, che era lontano dalla scena politica dal 1996, il giovane Massimo Passaro, esponente di spicco del Partito delle Libertà avellinese, il finiano Paolo Paradiso della neonata formazione “Futuro e Libertà”, Ines Fruncillo, leader del circolo “Italiani nel Mondo” e Antonio Mollo, militante napoletano del Blocco Studentesco Campania.
I lavori sono stati moderati dal Presidente Provinciale di CasaPound Avellino, Valerio Criscuoli, che fa il resoconto dell’interessante manifestazione che ha gremito di giovani la sala della videoteca, nonostante le pessime condizioni meteorologiche: “La conferenza multimediale è andata in porto grazie alla partecipazione di esponenti politici che hanno analizzato la caduta del Muro di Berlino e la conseguente fine della guerra fredda, costruendo una variegata disamina storica sui motivi del crollo, sull’implosione del comunismo, sul ruolo fondamentale della Chiesa e sulle vittime della repressione di quegli anni. Anche se- sottolinea Criscuoli - le motivazioni ufficiali stanno strette a CPI, perché a nostro avviso la chiave di svolta è stata architettata del Nuovo Ordine Mondiale, ossia il capitalismo moderno che ha spinto per il crollo, ma soprattutto ha decretato dall’alto la fine delle ideologie, trasformando quasi tutti i cittadini europei da Uomini a freddi consumatori sotto il dominio delle banche private, creando una nuova classe politica televisiva”.Il dibattito, dopo l’analisi storica ed ideologica, si è sviluppato sulle conseguenze politiche ed etiche di quel crollo simbolico che ha scatenato un acceso confronto soprattutto tra le varie anime della destra e della sinistra italiana “Post Berlino” e sulle ultimissime vicende che stanno caratterizzando la politica dei nostri giorni.
CasaPound Italia, ha poi esposto il manifesto politico Estremo Centro Alto, chiarendo la natura ideologica dell’associazione di promozione sociale, diffusa in tutta la Penisola, che va controcorrente rispetto alla presunta assenza di ideologie del Terzo Millennio e rifiuta, categoricamente, le obsolete etichette dei secoli scorsi.
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sabato 30 ottobre 2010
CasaPound Avellino a difesa degli spazi sociali
Il Direttivo Provinciale di CasaPound Italia Avellino rivendica l’ennesima azione a difesa degli spazi sociali abbandonati dalle istituzioni e dimenticati dai politicanti di turno. L’associazione di promozione sociale irpina ha scelto, goliardicamente, la notte che precede Halloween per richiamare l’attenzione sulla vergognosa realtà di alcune zone del centro cittadino come l’asilo “Patria e lavoro”, il Mercatone e il Parco della Memoria, di Via Morelli e Silvati.
Sono state esposte le famose zucche arancioni, scheletri e spettri posti all’esterno delle strutture per evocare, simbolicamente, gli spiriti di queste aree regalate ai vandali e devastate dall’incuria.
I tre punti scelti rappresentano a nostro avviso- dichiarano i militanti di Cpi -gli emblemi della malapolitica avellinese, figlia di approssimazione programmatica delle varie fazioni partitiche e della lenta, macchinosa, stagnante burocrazia.
I tre punti scelti rappresentano a nostro avviso- dichiarano i militanti di Cpi -gli emblemi della malapolitica avellinese, figlia di approssimazione programmatica delle varie fazioni partitiche e della lenta, macchinosa, stagnante burocrazia.
CasaPound Avellino esige che i lavori vengano portati a termine e gli edifici siano funzionali per la comunità: “Partiamo dall’importante asilo Patria e Lavoro, inaugurato oltre un anno fa (24-09-2009) in pompa magna dal Sindaco Galasso, che non è mai stato utilizzato e aperto al pubblico nonostante la ristrutturazione dopo trenta anni di oblio- analizza Criscuoli -. Continuiamo e arriviamo al Mercatone di via Ferriera da tempo fatiscente, che doveva rinascere e diventare un riferimento per il commercio cittadino, eppure oggi resta ancora in disuso. Infine, il Parco della Memoria, dedicato all’irpino Giovanni Palatucci, che per CasaPound Avellino rappresenta un problema più volte affrontato, anche dal punto di vista prettamente istituzionale, purtroppo ancora non risolto, visti i continui danneggiamenti per la scarsa illuminazione.
Il Presidente Provinciale Valerio Criscuoli afferma che “la provocazione goliardica della scorsa notte è l’ennesimo grido d’allarme lanciato nei confronti di un intero sistema che appare lontano dalle tante problematiche sociali e giovanili, nonché schiavo di una classe politica vecchia e decrepita. Avellino e l’Irpinia vivono giorni difficili e ora, più che mai, sentiamo l’esigenza di svolte concrete e durature per la nostra amata città, non delle classiche apparizioni pre elettorali fini a se stesse”.
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martedì 19 ottobre 2010
CasaPound Avellino, fiume Fenestrelle: aspettiamo la tragedia?

Il Direttivo Provinciale di CasaPound Italia e di Avellino Non Conforme sollecitano sia l’amministrazione comunale di Atripalda sia quella di Avellino per la vergognosa situazione del fiume Fenestrelle e dei suoi affluenti, che dopo le analisi tecniche effettuate sono ufficialmente una discarica a cielo aperto per l'alto tasso di inquinamento riscontrato.
I militanti avellinesi hanno accolto le vibranti proteste dei cittadini irpini, in attesa da oltre dieci anni per una pulizia al letto del fiume in questione, visti i quintali di detriti e rifiuti che hanno innalzato il livello del fiume. Infatti, lo scorso 31 luglio, dopo le forti piogge estive, il Fenestrelle è tracimato in Via Pianodardine(proprio a confine tra i due comuni), fuoriuscendo dagli argini, alti oltre 2 metri, allagando un podere agricolo, uccidendo animali, trascinando con sé immondizia, rifiuti solidi e danneggiando un’officina meccanica. Tuttavia, solo per puro miracolo nessun cittadino ha subìto danni fisici. Successivamente, gli addetti ai lavori hanno rimosso i detriti più ingombranti, trasportandoli dal fiume sul ponte. Purtroppo, dal 31 luglio giacciono lì, senza che nessuno abbia ultimato le operazioni necessarie per una bonifica degna di tale nome.
Il presidente provinciale Valerio Criscuoli dichiara agli organi di stampa che “la situazione è paradossale, perché né il Comune di Atripalda, né quello di Avellino intervengono nell’area e qualcuno che si interessa lo fa per tornaconti politici, non per risolvere subito la questione. La condizione igienica e idrogeologica è molto pericolosa per i residenti e per le attività commerciali. Non si possono attendere le prossime inondazioni per intervenire". Infine, Criscuoli sollecita le istituzioni: "CasaPound Avellino chiede, a chi di dovere, l’immediata bonifica del fiume Fenestrelle e più controlli incisivi dei vari affluenti che sono diventati, per i privati e le ditte della zona, una facile discarica abusiva, senza controllo per l’ambiente e per l’incolumità della popolazione”.
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venerdì 1 ottobre 2010
CasaPound Avellino: operai-manichini all'ingresso dell'FMA
Il direttivo provinciale annuncia agli organi di stampa che nella notte i militanti dell'associazione di promozione sociale CasaPound Italia Avellino hanno impiccato, simbolicamente, decine di manichini con dei cartelli appesi al collo all'ingresso dello stabilimento Fiat di Pratola Serra e nei pressi dell'Unione degli Industriali del capoluogo irpino."
I manichini- afferma Valerio Criscuoli, presidente provinciale di CPI - rappresentano i nostri operai, le cui famiglie costrette da tempo a fare i conti con situazioni economiche sempre più insostenibili, subiranno a breve la cessazione del regime straordinario di cassa integrazione precipitando nel baratro".
"Già alcuni mesi fa- continua Criscuoli - CasaPound Italia si fece promotrice di un'iniziativa su tutto il territorio nazionale, in Irpinia ad Avellino e Cervinara, contraria alle politiche di delocalizzazione volute dalla dirigenza della multinazionale torinese, con uno slogan forte, ma incisivo: la Fiat odia l'Italia. E' giunto il momento che tutti i Sindacati e le Istituzioni prendano una posizione netta contro queste scelte scellerate. Noi siamo al fianco del proletariato italiano e continueremo la nostra battaglia per il diritto al lavoro, contro il precariato e le continue morti bianche sul lavoro".
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martedì 21 settembre 2010
Anno nuovo Vecchi problemi!
Sono decine gli striscioni affissi all’esterno di licei e istituti superiori di Avellino e Cervinara dai militanti del Blocco studentesco contro il caro-libri.“La nostra volontà- afferma il direttivo provinciale del BS - è porre fine alla mafia delle nuove edizioni che si ripete ogni settembre all’aprirsi del nuovo anno scolastico.”
“E’ per questo- prosegue il direttivo - che abbiamo coniato lo slogan anno nuovo, vecchi problemi. Problemi che potrebbero essere risolti per sempre con l’introduzione del libro di testo unico; ovvero la creazione di commissioni di docenti elette direttamente dagli studenti, con il compito di scegliere un’unica edizione per ogni materia, da vendere agli studenti a prezzo di costo, riducendo le spese per le famiglie e abbattendo le speculazioni ai danni dell’istruzione pubblica”.
“Nel corso di questi giorni- conclude la nota del Blocco Studentesco Irpino - volantineremo fuori tutte le scuole superiori cittadine per far conoscere la nostra proposta continuando nel pomeriggio il lavoro del mercatino del libro usato presso la sede del UGL in via Bellabona”.
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mercoledì 25 agosto 2010
ANTONIO SACCO PRESENTE!

Il Direttivo provinciale Irpino dell’associazione di promozione sociale CasaPound Avellino porta all’attenzione degli organi di informazione il resoconto del dibattito socioculturale intitolato alla memoria di Antonio Sacco, vittima del lavoro nella tragedia di Marcinelle, in Belgio, dell’8 Agosto 1956.
“La manifestazione è riuscita a centrare l’obiettivo prefisso- dichiara il Presidente Provinciale Valerio Criscuoli- ossia quello di onorare degnamente Antonio, dopo anni di oblìo, anche affrontando il problema delle morti bianche e dell’emigrazione, con interventi di spessore, che hanno informato la platea sulla situazione odierna che vivono migliaia di giovani operai italiani”.La nuova aula consiliare, intitolata proprio ad Antonio, ha ospitato gli interventi di Filuccio Tangredi, Sindaco di Cervinara, Giuseppe Ragucci, Vicesindaco, Pellegrino Casale, Presidente del Consiglio Comunale, Domenico Cioffi, Assessore Lavori Pubblici, Giuseppe Garofano, assessore alla Cultura, Francesco Viola, Capogruppo maggioranza, Giuseppe Mazzariello, nipote di Antonio e membro della coalizione Insieme per Cervinara e Alfredo Marro, Direttore del mensile "Il Caudino". I partecipanti hanno, pertanto, analizzato il contesto sociale delle morti bianche, da tutti i punti di vista, raccontando le proprie esperienze di vita e illustrando le normative a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, senza tralasciare la piaga dell’emigrazione che blocca la rinascita di molte zone del Meridione, tra cui la Valle Caudina, tornata a livelli preoccupanti di emigrazione giovanile.
Le parole di Agostino Sacco, venuto dal Belgio per onorare la memoria del fratello e ringraziare i giovani di CasaPound Italia e della Comunità Militante Caudina 451, sono state delle schegge nei cuori dei presenti, per la loro genuinità e per la voglia di ricordare il sacrificio di un sedicenne sepolto vivo dalle macerie di una miniera, simbolo delle morti bianche degli italiani nel mondo.Si è parlato anche della situazione sociale degli Italiani all’estero, che dopo la tragedia di Marcinelle, hanno iniziato ad essere considerati esseri umani e non più schiavi, per le assurde politiche economiche del dopoguerra, dove i nostri operai venivano trattati come merce di scambio.
“Le dolorose tematiche delle morti e degli infortuni sul lavoro rappresentano una scottante realtà- dichiara Criscuoli- insieme all’emigrazione e alla fuga di cervelli che è in costante crescita. Cervinara ha iniziato un nuovo ciclo, caratterizzato dalla voglia di affrontare qualunque piaga sociale e cercare soluzioni concrete con il dialogo costruttivo e aperto a tutti. Abbiamo stretto un patto d’Onore con Agostino Sacco, ossia lavoreremo per scrivere un libro da diffondere nelle scuole per difendere la memoria di Antonio, cercheremo di far intitolare una strada di Cervinara al nostro eroe ed erigeremo un monumento in suo ricordo. CasaPound Avellino continuerà a difendere la classe operaia e la salute dei lavoratori senza soste. Infine, in merito al vile attacco mediatico lanciato da sedicenti esponenti di Rifondazione Comunista, che ci hanno etichettato come violenti, razzisti, xenofobi e portatori d’odio, noi rispondiamo a queste deliranti accuse con il sorriso sulle labbra ed invitiamo questi personaggi a svegliarsi e a collaborare sul fronte sociale, perché c’è bisogno dell’aiuto di tutti. La risposta positiva di tanti giovani, che hanno espresso la loro solidarietà nei nostri confronti dopo queste accuse diffamanti, è una piccola vittoria che ci spinge a continuare sulla strada del dialogo e del confronto civile, ma anche dello scontro culturale. Eppure, nel recente passato, abbiamo collaborato con Rifondazione Comunista, per la raccolta di materiale per i terremotati in Abruzzo e su parecchie questioni ambientali, come l’amianto e l’elettrodotto. Evidentemente con quel comunicato, che tra l’altro è stato copiato, anche male, da una nota simile apparsa qualche mese prima su Parco Palatucci di Avellino, i Neocomunisti hanno voluto rovinare tutto ciò di buono che la comunità cervinarese aveva costruito. Superare gli steccati ideologici per noi è stata un vittoria. Per loro una vergogna.
Perciò, agiremo per vie legali, perché essere diffamati e accusati di azioni deliranti è uno smacco- conclude Criscuoli- che non possiamo tollerare, soprattutto perché si è cercato di offuscare il tema del dibattito, ossia la vicenda di Antonio Sacco e del Proletariato italiano, abbandonato dalla politica nazionale e dalla pseudo sinistra”.
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lunedì 16 agosto 2010
CasaPound Avellino onora Antonio Sacco
Il Direttivo Provinciale Irpino di CasaPound Italia informa gli organi di stampa che la mattina dell’8 agosto 2010 sono stati esposti due striscioni commemorativi a Cervinara per onorare la memoria di Antonio Sacco, il giovane cervinarese morto nella tragedia di Marcinelle in Belgio, dove nel 1956 crollò una miniera del Bois du Cazier, provocando la morte di ben 262 operai, inghiottiti dalle macerie a 975 metri di profondità.Antonio Sacco, purtroppo da allora, è il simbolo delle morti bianche sul lavoro degli italiani all’estero, che nel dopo guerra emigrarono per sopravvivere, sfidando condizioni di lavoro vergognose, senza alcuna garanzia per la loro incolumità e senza nessuna tutela per la loro salute.“CasaPound Avellino e la Comunità Militante Caudina 451- dichiara il Presidente provinciale Valerio Criscuoli- hanno voluto ricordare il giovane operaio, morto alla tenera età di sedici anni, con un’azione provocatoria. Abbiamo scelto di esporre i due striscioni, senza specificare la dolorosa storia vissuta dal nostro concittadino. Costatando che la maggior parte della cittadinanza, soprattutto i più giovani, non sono informati sul caso, sentiamo l’esigenza di continuare la lotta a difesa del proletariato italiano organizzando un dibattito culturale sulla sua figura, ma non solo. La Tragedia dell’8 agosto 1956, che dal 2001 si è trasformata nella Giornata nazionale del Sacrificio del lavoro Italiano nel Mondo, rappresenta anche un momento di riflessione sull’odierno contesto sociale della provincia di Avellino, ricca di morti bianche sul lavoro, caratterizzata da un precariato dilagante e da una nuova e forte ventata di emigrazione giovanile che ha riportato l’Irpinia quasi ai livelli del dopo guerra, secondo le statistiche nazionali”.Il Dibattito culturale dovrebbe tenersi Sabato 21 agosto nella nuova Sala Consiliare di Cervinara, alle spalle di Piazza Trescine, intitolata nel 2006 proprio ad Antonio Sacco. Nei prossimi giorni divulgheremo i nomi dei partecipanti, ma possiamo anticipare la presenza del Sindaco Filuccio Tangredi e di molti esponenti della maggioranza, nonché Alfredo Marro, direttore del mensile “Il Caudino” e il dottor Giuseppe Mazzariello, giovane esponente della lista civica “Insieme per Cervinara”, parente diretto di Antonio Sacco. Infine, il Presidente Criscuoli dichiara che “abbiamo ricevuto una toccante lettera di ringraziamento per l’azione, targata CasaPound, proprio dal dottor Mazzariello, che ci ha messo in contatto con la famiglia Sacco e, infatti, il fratello Agostino dovrebbe essere presente al convegno, lui che vive ancora in Belgio e che tornerà a Cervinara per discutere di questa triste pagina di storia dei nostri emigranti”
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mercoledì 30 giugno 2010
CasaPound Italia: ‘ciao Pietro’, striscioni in tutta Italia per l’arrivederci a Taricone
Avellino, 30 giugno – ‘’Muore giovane chi è caro agli dei, ciao Pietro’’. Così CasaPound Italia ha salutato Pietro Taricone, morto nella notte tra lunedì e martedì dopo il tragico incidente che lo ha coinvolto durante un lancio con il paracadute.
In più di venti di città, da Palermo a Torino, i militanti di Cpi hanno affisso striscioni firmati con la tartaruga per ricordare l’attore, legato a CasaPound da un’amicizia che aveva portato, proprio grazie al suo aiuto, alla nascita della squadra di paracadutismo sportivo dell’associazione, il ‘Gruppo Istinto rapace’.
‘’Ci mancheranno il suo entusiasmo, il suo coraggio, la sua voglia di costruire, la sua generosa sfrontatezza - afferma Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia - Ci mancheranno il suo senso di libertà e il suo sorriso. A Pietro va il nostro abbraccio grande come tutta la penisola’’.
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